Nel giorno della finale del Mondiale di calcio e del trionfo spagnolo, Kimi Antonelli è riuscito in un’altra impresa: ha contaminato e non poco le prime pagine dei quotidiani sportivi italiani. Il Corsport lo ha addirittura unito alle Furie Rosse con un titolo sul Nuovo Mondo che tiene insieme tutto. Tuttosport lo ha sbattuto in sovratestata, sopra il calcio. La Gazzetta che pure è l’unico quotidiano sportivo ad avere un inviato alle gare, non ha avuto il coraggio di spararalo in alto, ma lo ha comunque evidenziato.
Ecco gazie a http://www.loslalom.it una mini rassegna
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Gli aggettivi sono finiti mentre lui continua a vincere come continua a fare altre cose, le sue preferite. Un ragazzo che coglie le opportunità, si diverte, senza metterla giù dura. È un buon esempio per chi ha i suoi anni. L’oro sta nella passione, dentro l’anima, nella semplicità, non certo nei telefonini, nelle chat, nelle chiacchiere di un influencer. Per questo è un conforto avere a che fare con un ragazzo così”.
Alessandra Retico, Repubblica: “Kimi si comporta benissimo, anche nelle difficoltà. È in uno stato di grazia, guida con una maturità insolita su un tracciato da piloti veri (qui è nato il mito Schumacher) e lo fa quasi con leggerezza. Al secondo anno in F1: nel primo, qui doppia bocciatura al primo turno delle qualifiche (c’era la sprint). Se lo ricorda eccome ma lo ha come cancellato”.
Giulia Toninelli, La Gazzetta dello Sport: “Giovedì era arrivato all’Università della Formula 1 con lo zaino pieno. Le spalle dritte, a reggere senza fatica evidente il peso dei libri che ha dovuto memorizzare in fretta.Ma Kimi Antonelli è lo studente perfetto, quello che «dai suoi errori impara, e poi non sbaglia più» dice con gli occhi che brillano di orgoglio il numero uno di casa Mercedes, Toto Wolff”.
Umberto Zapelloni, Il Giornale: “Il pericolo più grande per Kimi è l’affidabilità della Mercedes. Lui ha dimostrato di aver imparato in fretta, ha gestito la gara in modo impeccabile. … Canta ragazzo, canta. Facci sentire le parole dell’inno che è diventato la colonna sonora del Mondiale di Formula 1. Un campionato che è sempre di più Formula Italia. Se non vince Kimi, vince una Rossa. E noi ce la godiamo”.
Fabio Tavelli, Il Foglio: “Per la prima volta il dilemma si è materializzato: stare con Kimi o con la Ferrari? … Il grande regista occulto che governa questo Mondiale di Formula 1 ha però deciso che l’Ok Corral si sarebbe potuto effettivamente vedere sulle Ardenne. … Lo disse in maniera inequivocabile Gian Maria Volontè, frase poi ripetuta da Clint Eastwood, in “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone. Ovvero: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola…eccetera eccetera. Kimi Antonelli imbracciava il fucile, Charles Leclerc aveva in mano la pistola. Eppure il duello non è stato così impari”.
Daniele Sparisci, Corriere della sera: “La Ferrari è più forte di quanto vorrebbe far credere, non è la più veloce ma è in costante crescita, Kimi lo ripete da settimane. La capacità di sviluppo era il punto debole, le ultime stagioni partite con reali ambizioni da titolo (2017 e 2018) a un certo punto s’impantanavano, di solito in estate, nella battaglia degli aggiornamenti. Quest’anno sta succedendo il contrario, la Mercedes mantiene un vantaggio, ma meno consistente di quello che avrebbe sperato”.
Jacopo Orsi, La Stampa: “Record che a 20 anni ancora da compiere (fra 36 giorni) aggiorna quasi a ogni curva, resta la prova di forza, più sua che della Mercedes”.


